Come dio comanda

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marzo 29, 2014 di saramonteverde

Come Dio comanda AmmanitiEcco – ho pensato subito – è il negativo, il risvolto del guanto di “Sabato” di Ian McEwan. I protagonisti, se li incontrassi per strada, mi farebbero fuggire a gambe levate, invece, grazie ad Ammaniti che li “comprende” e li racconta vivi e drammaticamente veri come in realtà sono, alla fine li amo, parteggio per loro sebbene siano sporchi, brutti e cattivi di simpsoniana memoria, per non dire nazisti e addirittura berlusconiani (ohmioddio, è anche peggio?). Sono italiani abbruttiti, l’autore non lo mette in dubbio, non li giustifica mai, nessun buonismo, vuole solo raccontarci la loro versione dei fatti, dargli voce. E alla fine quella voce è potente. Nessuna retorica, nessun pistolotto ma una realtà cruda che schiaffeggia, che mette in risalto una società senza pietà, vuota e incolore – come il paesaggio di una pianura padana ormai sventrata di ogni bellezza – e che non risparmia nessuno, tranne il profitto, colpendo quelli che poi si riveleranno non i peggiori, ma solo i più deboli.E Ammaniti non risparmia i suoi protagonisti, non li ammanta di virtù. Ma fa emergere attraverso questi ultimi, nonostante e attraverso il loro degrado, la poesia dell’umano che è l’amore fortissimo fra un padre e un figlio, il dolore di un padre di fronte a una figlia che muore, il rimpianto fra un uomo e una donna che non si amano più. Ed è la solitudine la vera protagonista, che non lascia scampo, perchè ognuno di fronte al proprio dramma è solo. Chi invece dovrebbe incarnare il “bene”, la ragionevolezza, l’accoglienza(… forse la sinistra?) è molle, infingardo, senza spina dorsale. Meditate gente…L’ironia poi non ha prezzo.

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