Canto di Natale con elfo

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dicembre 23, 2014 di saramonteverde

E la Francia, in particolare la Provenza, a dicembre è un non Natale più Natale. Non ha nulla dell’iconografia natalizia, nessun luogo comune caro a Babbo Natale. Non c’è la neve ma un tiepido tempo, il sole avvolge i palazzi colorati e illumina le guglie verdi dorate. Ma è anche vero che ad ogni canto di strada, luci e sfere colorate, ti invitano a entrare, a svoltare, a non perderti la visione di un’altra via che è anch’essa percorsa da nastri e stelle che baluginano nel traffico. Anche il mare pare risplendere di mille schegge sotterranee. E nei locali puoi smarrirti perché ad ogni angolo ti ritrovi con in mano un pansu di liquido rubino o un flûte d’opalescenza meravigliosa, fra ruote antiche e candele,”ma quello non è Ernest Hemingway?” come nel film di Woody Allen, tubi di acciaio colorato e travi a vista. Mille colori e ancora luci e nebbia dorata. Ma nonostante tutto, nella sera, all’uscita da un locale incantato ti può capitare, come a me, di percorrere una via ancora lucente attraversata però da ombre nere, volteggianti nel cielo cobalto, quelle del solstizio d’inverno? Forse. Spiriti maligni o pensieri neri di carbone, di conti che non tornano, persone che mancano e pioggia che è entrata fin troppo a fondo e che ti seguono per la via. Le luci di Natale in effetti dovrebbero scacciare tutto questo, o no? E così andando, mentre non ti accorgi di nulla e te ne freghi anche delle ombre, ti può comparire davanti un omino, come è successo a me, di quelli che non guarderesti mai, con un cappellino blu anonimo ma che ora lo so, era uno gnomo, perché mi ha osservato e ha esclamato: “Tu es triste! Oh, oui, oui, tu es triste!” Frase che nemmeno una amico ti offre, perché la tristesse fa paura che poi ti aggredisce ed è meglio sorvolarla. Poi è la tua. E cosa potevo rispondere io, fuggita or ora da Genova, la ruvega, se non: “ Oh no! Je ne suis pas triste!! Oh nononono! “ Ma lui non si è per nulla convinto e mi ha ripetuto con voce grave:” Oh, oui, oui, tu es triste!” E io così dovevo rispondergli, che ce l’avevo sulla punta delle lingua, giuro: “ Oh, oui, vous avez raison, en effet, je suis très, très, triste, et vous? “ Così l’omino dal cappello blu, mi avrebbe risposto che, sì, pure lui era molto, molto triste e dal bar di fronte ci saremmo fatti allungare una birra di Natale e ci saremmo raccontati storie nere, inciampi, tradimenti di un amico. Dalla birra e dalla schiuma sarebbero comparse le parole dorate che aspettavamo da tanto e le avrei prese in prestito per tornare a casa in volo e adieu, chapeau blue, a bientot!   1 2 3 4 5 6 7 TOSHIBA Exif JPEG 9 10 11 12 13 https://www.youtube.com/watch?v=Zq_xVZVKDkc 14

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